Santo Natale 2007 – Santa Messa nella notte santa

Nel Verbo di Dio ci è data la vita!

 

"Questa notte vorremmo che le ansie e le angosce della vita quotidiana si placassero. Il volto di un Bambino, il Bambino di Betlemme, ci sorride; così immediatamente le ferite sono lenite, e la speranza rinasce nel cuore.

Sì, la speranza che sola consente alla vita di essere vivibile, la speranza di cui tutti abbiamo immensamente bisogno, la speranza di un compimento - addirittura eccedente - delle nostre attese più belle e più vere che riguardano le nostre relazioni, i nostri legami.

Perchè questo Bambino - che abbiamo poc’anzi deposto nella greppia del presepio - è la certezza della nostra speranza?

L’evangelista Giovanni non ha dubbi: quel bambino è l’incarnazione del Verbo, della Parola creatrice di Dio, della Sapienza che regge l’universo; anche l’autore della Lettera agli Ebrei da parte sua confessa fin dall’inizio del suo scritto che proprio in quel bambino - divenuto poi uomo adulto e morto su una nuda croce - Dio si è auto-comunicato agli uomini, definitivamente.

Gesù è la certezza della nostra speranza - specifica Giovanni - perchè in Lui è presente la vita: non quella meramente biologica, che inizia, cresce, conosce un culmine e poi inesorabilmente declina, ma la vita piena, la fonte della vita, la gioia della vita, la vita capace di superare tutte le smentite della vita stessa, il compimento eccedente della vita.

Egli possiede e comunica la vita, il senso della vita, la pienezza della vita: quella propria di Dio. Dio nessuno l’ha mai visto, proprio Lui, il Figlio unigenito che vive tutto proteso verso il Padre, ce lo ha fatto conoscere, ce lo ha raccontato (cfr Gv 1,18). La Vita, quella di Dio, fonte e culmine della nostra, in Lui, in Gesù di Nazareth si è manifestata, rendendosi visibile, scrivendosi indelebilmente nelle pagine della storia.

In che senso e in che modo Gesù ci ha raccontato Dio, Dio come fonte e pienezza della vita?

Le pagine evangeliche attestano la modalità con cui Gesù ci ha narrato Dio fonte della vita: esse sono un inno alla vita in senso pieno, quella che anche noi sperimentiamo quando siamo amati e amiamo, quando facciamo l’esperienza del ricevere e del donare, della gratuità. Quelle pagine infatti contengono parole di vita: parole inaudite, parole capaci di provocare l’uomo ad uscire dall’ovvietà e dalla menzogna, volgendosi alla verità. Ancora, quelle pagine racchiudono la narrazione di gesti sorprendenti di amore alla vita: i miracoli, che restituendo la salute a chi l’aveva perduta alludono al bene più grande e prezioso della salvezza dal non senso, dal male e dalla morte che Gesù voleva offrire a tutti. E, soprattutto, i vangeli ci attestano lo scontro finale, tremendo, tra Gesù amante della vita e la morte, ossia le forze dell’anti-amore, della menzogna e dell’ingiustizia. Ben presto per Gesù fu scritta la sentenza di condanna a morte da parte degli empi: Tendiamogli insidie, mettiamolo a morte perchè è giusto, troppo giusto e ci è di imbarazzo, rimprovero vivente alla nostra ingiustizia. Ma lui non si tirò indietro: amando più la verità di Dio che la sua vita, ne fece liberamente dono, e così spezzò le catene della morte, è risorto ed è vivo per sempre.

Quel dono totale e supremo di sè, ha costituito Gesù Signore della Vita. Per questa ragione noi facciamo memoria grata della nascita in questo mondo, su questa terra di Gesù di Nazareth!

Affinchè questa memoria non si risolva in un pio ricordo, ma ci comunichi ciò che essa contiene è necessario aprire il cuore e invocare: Gesù, donaci la Tua vita! Suscita in noi fame della tua Parola di vita ogni giorno; donacela come la manna, da raccogliere ogni giorno secondo la misura necessaria a quel giorno. Donaci il Tuo Corpo e il Tuo Sangue nell’Eucaristia, e così avremo in noi le energie della risurrezione. Donaci il tuo perdono, e così si rinnoverà la rinascita battesimale.

Gesù: molti questa notte affollano le tue chiese. Moltissimi, invece sono rimasti a casa, forse perchè troppo feriti dalla vita o troppo sazi, disperati o illusi di poter fare a meno di te che hai detto "Io sono venuto perchè gli uomini abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza" (Gv 10,10). Perciò osiamo chiederti: Come tu con la tua vita hai raccontato agli uomini chi è Dio, così rendi la nostra vita capace di raccontare che Tu sei la Vita, in quanto sei la Verità che consente di trovare il cammino della vita. E perdonaci, per la nostra meschinità che ci fa perseguire mète assai più modeste, offuscando il Tuo volto.

Ci soccorre l’antico adagio di Ireneo di Lione: "La gloria di Dio è l’uomo vivente. La vita dell’uomo sta nella visione di Dio". Gesù, rendi noi tuoi discepoli capaci di servire i nostri fratelli, quali compagni di viaggio nel cammino della vita, gente che si fa carico delle loro fatiche, solidali con i loro dolori. Ma rendici anche capaci di testimoniare che la vita dell’uomo acquista pienezza di senso quando è vissuta in comunione con Dio, ossia secondo la fede.

Rendici dunque testimoni di speranza, quella che oggi ci porta a spenderci, a donarci sicuri che nella definitività, oltre la nostra fine, troveremo in pienezza quanto di bello, di buono e di vero abbiamo seminato oggi. E così sia."

Don Luigi Badi

(Omelia nella Notte di Natale)