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COME SOVVENIRE

ALLE NECESSITA' ECONOMICHE

DELLA COMUNITA' PASTORALE

 

Tenendo conto che al 1° settembre 2006 la Comunità è partita  con una situazione  ampiamente deficitaria, le FAMIGLIE,  i SINGOLI FEDELI - nonché  i  "simpatizzanti"-  possono concorrere alla  gestione economica della Comunità,  secondo le proprie possibilità e la propria generosità, nelle seguenti forme:

 

  • -  con un'offerta  in occasione delle Celebrazioni liturgiche e dei Sacramenti

  • - con un impegno di contribuzione mensile e/o annuale (da concordare e sottoscrivere con il parroco)

  • - con un'offerta in occasione della Benedizione natalizia delle famiglie

  • - con un'offerta una tantum.

 

La Comunità pastorale deve comunque mantenere in condizioni di sicurezza e di decoro tre chiese e due Oratori : affrontare e sostenere le spese per pulizie, luce, riscaldamento, assicurazioni, dipendenti e di manutenzione ordinaria delle strutture.

 

In secondo luogo essa dovrà  progettare/realizzare gradualmente gli interventi di manutenzione  straordinaria, finalizzate a rendere il  meglio possibile idonee alle necessità pastorali le chiese e gli oratori.

Ecco un primo sommario elenco delle opere di manutenzione straordinaria cui si dovrà gradualmente provvedere, presumibilmente nel giro dei prossimi 5/6 anni:

 

IN S. MARTINO:

 

1. Completamento del restauro della Chiesa di S. Martino (concluso nel 2007)

2. Rifacimento facciata Oratorio S. Luigi e campi da giuoco

 

AL SS. NOME DI MARIA

 

1. Restauro conservativo del Santuario Madonna delle Grazie

2. Interventi di vario genere ed entità sulla Chiesa del SS. Nome di Maria

3. Idem per l'Oratorio del SS. Nome di Maria.

 

 Per ora le gestioni economiche delle due Parrocchie che compongono la Comunità pastorale rimangono separate. Sarà compito  del  nuovo Consiglio economico della Comunità  lavorare secondo una logica unitaria, almeno per quanto riguarda gli interventi di manutenzione straordinaria delle strutture pastorali.

  

Ricordiamo infine che si può (ed è auspicabile) sostenere - senza ulteriori esborsi di denaro - anche la CHIESA ITALIANA, mediante la destinazione dell' otto per mille dell'IRPEF alla Chiesa Cattolica. I fondi ricavati vengono destinati al sostentamento del clero, all'edilizia di culto, alle Missioni e  a favore delle emergenze dovute a catastrofi naturali o alle guerre.

 

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